l’odore della fine

mi dovete perdonare. Ma le giornate così piovode sollecitano la mia ars poetica ( meschina ovviamente ). Mi permetto di condividervi il frutto della mia “pena”. Alla prossima

E quando gli occhi si sono levati
La mia compagna vidi sorridere,
E per quanto d’illusione fossero malati,
lei fu sempre bella, più del vivere.
So che la speranza può anche passare
Come la retorica e la sfrontatezza
Ma in quegli anni solari, lì naufragare
Mi riusciva, oltre ogni scontentezza
La notte delle meteore cadenti
Scorre ancora, ma in modo più prudente
Senza effetto, urla e fraintendimenti.
Allora, ero gonfio di folclore
Del futuro, dell’amore ormai imminente,
E della fine, sentivo solo l’odore.