Considerazione in un afoso luglio improvviso.

È da tempo che non ci sente. Vi sembrerà strano ma forse solo in questi mesi sto focalizzando che la vita scorre senza che me ne accorga. É una di quelle cose che si capiscono così per folgorazione. Una di quelle cose che si intuiscono in modo ancestrale quando usciamo da nostra madre. Un concetto di uno scontato inaudito eppure di un crudeltà che se ci pensate fa rabbrividire. La mia vita passa nonostante io lo voglia o meno. Da un lato vivo, mi carico di anni, e dall’altro mi resta meno da vivere. Pauroso. Visto che questa situazione profondamente umana non mi deve e non ci deve disarmare dinnanzi alla vita sto facendo tutto quello che ritengo utile per prepararmi ad una buona morte. Silenzi mistici nei quali la domanda “da dove vengo” e “chi sono” possono rimanere senza risposta senza drammi: mi sento amato ugualmente. Una dose di buoni libri per essere preparati per l’eternità e la voglia di creare qualcosa, di dare ordine a tutto quel marasma di emozioni che spesso intasano la mia povera testa. Come se avessi delle doglie per partorire qualcosa che ora mi è vago. I maliziosi potrebbero dirmi che è solo un mal di pancia ( considerando l’enormità del mio ventre). Amo credere che la poesia possa fare la differenza. Vi dedico questo video.