la Pace raccontata a mia figlia

Dedicato a chi ha marciato da Perugia ad Assisi.
Qualche sera fa, la mia piccola, che mi affianca sul divanone di casa, mi chiede con il candore tagliente dei suoi otto anni: “Papà ma perché marciare per la Pace, che cos’è la Pace”.

Con la svogliatezza della stanchezza gli racconto una favola:
“la Pace, bambina mia, è figlia del Perdono e della Giustizia, nasce dalla mente come “desiderio”, vive e cresce nel cuore come “necessità”.
La Pace è una favola dove “…e il vissero felici e contenti” non è mai scontato e dipende da chi questa favola l’ascolta.
La Pace è fragile come un bicchiere di vetro e può resistere agli urti solo se pieno.
La Pace non ha bisogno di difensori ma di costruttori.
L’unica rivoluzione che può garantire la Pace è quella interiore, quella che facciamo partendo da noi.
La Pace ha sempre dei costi altissimi, bambina mia, ma è un investimento che devi fare per i tuoi figli.
La Pace marcia con le gambe degli uomini, pensa con la testa degli uomini, diventa più forte con il sacrificio dei martiri.
Se la Pace fosse un oggetto, piccola mia, sarebbe una Croce e se avesse una sorella gemella si chiamerebbe Speranza.
La Pace è un’idiozia utile che non va capita ma vissuta.
Non esiste mai una guerra giusta mentre esiste solo una Pace figlia della Giustizia.
La Pace non ha religione, partito, tempo, bandiera o nazione: è un filo che lega tutti gli uomini.
La Pace è il mondo visto con l’occhio dei poveri, degli oppressi, degli ultimi”

A questo punto la mia piccola si addormenta … speriamo che la Pace non rimanga un sogno. Buona notte cucciola.