Il bilancio di una persona

Sto vivendo in questo periodo una sensazione strana. Affondo per la prima volta nell’esperienza “terribile “, soprattutto di questi tempi, del bilancio comunale di previsione. La realizzazione di un bilancio non è cosa semplice. Prima va previsto l’imprevedibile, e di questi tempi, ogni 15 giorni c’è una manovra correttiva che complica le cose, è veramente arduo trovare la cosiddetta “quadra del cerchio”. Ma non voglio assillare nessuno con le pene del giovane amministratore. Voglio compartecipare un’emozione che mi sta creando disagio. Dietro ad un bilancio ci stanno delle persone. Alcuni mi potrebbero correggere… si dice cittadini. Certo, è una sfumatura di una prospettiva. I cittadini sono comunque sempre persone. Mi stordisce l’idea che su un foglio di carta con dei capitoli e delle cifre e con un obiettivo, che è quello di ridurre il risultato finale del taglio previsto ( o imposto ), ci siano delle persone, come me i miei cari, lo sconosciuto che mi ha mandato al paese stamattina perchè andavo troppo piano con il mio furgone, la nonnina che spingeva un passeggino oggi al mercato quasi sostenendosi grazie al mezzo di locomozione del nipotino. Dietro al bilancio ci stanno i giovani che ridevano al semaforo parlando dei loro progetti, delle piccole grandi pene d’amore, con loro ci stanno i bambini che stamattina ho visto andare a scuola imbacuccati ed assonnati. Dietro al bilancio, con i suoi numeri e i suoi equilibri, sta il mio paese. Cifre e persone, numeri e vita, così diverse eppur così legate. Questo mi da alla testa. Un po’ di musica maestro.