Attacco al Natale

Ci siamo. Questo pezzo l’ho scritto il 25 dicembre, poi non me la sono sentita di postarlo. Anzi, mi sono ripromesso di starmene lontano dalla rete e da tutti i suoi tranelli per un paio di giorni. Ce l’ho fatta. Ora però va reso l’onore delle armi alla mia discutibile vena creativa. Di che cosa parliamo in questo pacioccoso periodo festivo: parliamo del Natale. Sì, parliamo però della messa in scena ridicola, della farsa che rischia di diventare questa festa; una contraddizione per la quale urge una venuta istantanea del Salvatore. Cominciamo con la vigilia. Il preludio delle buone intenzioni. La location è casa mia. La mia casa-famiglia ha due tipologie di accoglienze: gli umani e i gatti. Ne abbiamo di quest’ultimi una grande varietà. Abbiamo il gatto a tre gambe, lo schizofrenico che si schianta contro i muri, quello dagli occhioni continuamente lacrimanti e pieni di pus. Bene. Alla vigilia di Natale, una signora viene a consegnarci i vestiario della suocera appena morta, raccolto disordinatamente in grossi sacchi neri. Ha liberato una stanza facendola passare per un opera buona. Una delle più frequenti ipocrisie. Noi sorridenti l’abbiamo accolta perchè così va fatto. Una sorta di misericordia preventiva che fa vivere il mistero dell’espiazione. Poi, una volta scaricato il campionario di stracci della povera nonna, la signora sciantosa e con una tinta ai capelli che gridava vendetta al cospetto di Dio, con gli occhi dolci, mi guarda e mi dice: “per questo Natale ho pensato a voi, ho voluto farvi un piccolo gesto…ma non ditelo a nessuno. Ho comprato delle crocchette….per voi!”. Poi mi guarda sorridente ed io un po’ inebetito non capivo come queste si potevano cucinare per le persone con le quali condivido la vita, condivido il Natale. Poi rinsavito, ho colto che le aveva comprate per i gattini. Buon Natale, maledetti felini che scroccate a tradimento. La signora se ne è andata e noi accolti i micini vicino a casa ce li siamo mangiati. Buon Natale bestiacce……Alla sera il Gran Varietà religioso: veglia di Natale. Bella…il momento in cui si celebra l’incarnazione di Dio. Peccato che a Natale si debba andare a messa 45 minuti prima. Sfilata di pellicce ( di gatto …. ?), acconciature da 45 – 65 euro, vestiario caro e vario, ed una presenza inutile, di rappresentanza della maggior parte dei partecipanti, che non vedrò più sino a Pasqua. “Non devi giudicare Michele, dai, fai il bravo…. un occasione la si dà a tutti, il dottore cerca i malati ….”. Certo mi scuso con i cosiddetti “Natalini” ( questa specie animale che diventa cristiana solo alla vigilia di Natale come un dolcetto tipico veronese che si fa solo a Natale ) per la mi arroganza, per il mio giudizio. Mi scuso veramente e sinceramente. A volte non riesco a controllare l’indignazione. Finita la serata spengo il cellulare, per sicurezza….. Al mattino lo accendo: 114 messaggi. 25 minuti per leggerli e rispondere. Va bene, ci sta anche questo. Poi inizia il tour dei parenti, baci e abbracci, Poi il tour degli amici, anche lì baci e abbracci più o meno sinceri. Colgo l’occasione per ringraziare vivamente chi mi odia, perchè a Natale è stato coerente e non mi ha fatto gli auguri. Un grazie di cuore. Finita la serata arriviamo a casa, con le mie bambine, stretti in 5 su un divanetto da tre. E lì, guardando un filmetto di Natale, penso a quando ero bambino, all’albero che faceva la mia mamma, un campionario di cattivo gusto ma fatto con il cuore. Penso al presepe con le lucette che sfavillavano nella grotta , quasi ci fosse uno sbarco alieno a Betlemme. Ricordo la messa di Natale, con i soliti, non perchè eravamo in pochi, ma perchè c’eravamo tutti…… Poi guardo le mie bambine, guardo mia moglie distrutta dalla fatica Natalizia. La guardo mentre allatta. Vedo il Natale, nella nostra piccola casa. Mia figlia che mi chiede di Gesù … “in fondo è il suo compleanno” mi rimprovera!. La più grande, l’adolescente, non contesta; ascolta e pensa esercitandosi nell’arte del silenzio. Io respiro come un bue, devo digerire il pranzo e questo fa molta atmosfera. E Sosina dorme …. come tutti gli altri giorni. Buon Natale, buon tutto a tutti. Vieni Gesù, vieni presto, non ti fermare in giro ad abbuffarti di pandoro o di panettone, dipende dalle scuole di pensiero, vieni e salvaci. Vieni, vieni presto, non farti fregare anche quest’anno da quel ciccione kitch di Babbo Natale. Vieni per restarci. Vieni presto oppure ti veniamo a prendere noi….Come diceva una vecchia pubblicità, o forse qualcos’altro: “o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”. Domani mando un po’ di crocchette a Lele Mora, crepi l’avarizia, in fondo è Natale anche per lui.