Le stagioni dell’eccesso

Oggi mi faccio rapire un po’ dalla malinconia. Sono giustificato: ho iniziato la dieta e la neve ha fatto la sua comparsa ridicola. Il nostro piccolo ma intenso carnevale è saltato. Nel gran varietà di questi giorni mi sono permesso però il lusso di disquisire sull’eccesso. Ed ho convenuto che l’eccesso è magnifico. È un condimento di ogni stagioni della vita in modo inevitabile, e se non ci fosse saremmo risucchiati dalla banalità, dagli ordini, dalla solitudine. L’eccesso ha quel grip che ti fa scattare, senza una meta e ti fa volare. Con lui nascono gli imprevisti, che non sempre possono risolversi con gli “interruttori”. Quando ti prepari al decollo devi anche saper atterrare. Spesso , a molti, a tanti miei amici, il carrello non si è aperto, e il contatto a terra è stato un disastro. Alcuni vivi, altri morti. Dell’atterraggio, ognuno, deve impararne l’arte. L’eccesso può starci, è doveroso, ma ha una sua “misura”. E le lezioni per atterrare vanno fatte prima di slacciarci da terra per volare. Altrimenti diventiamo angeli per forza e non per amore.
A tutti quelli che hanno cavalcato l’eccesso e non sono mai atterrati dedico una canzone. A presto.