Dormire senza sognare

Stanchezza estiva. Mi manca l’aria, al cervello soprattutto, uno stufato neuronico che di pomeriggio latita per colpa della digestione e dell’aria condizionata. Amo in questi giorni parlare del niente, fumare sereno in solitudine, evitare la parola impegnata e non avere alcun rapporto con il genere umano. Essere vuoto per godere del sibilo della poca aria che si alza la sera. L’estate è anche la stagione della siesta della mente. Del dormire senza sognare.  La polvere degli sterrati calza ai piedi e i miei sandali. In attesa di una silenziosa e sufficiente bellezza. Per ora pensionati in bicicletta il mattino, ragazzini in motorino nel primo pomeriggio, spritz generation la sera nei bar dai nomi esotici. Tutto come sempre aspettando speranzosi settembre con la certezza alla fine di non dire niente oltre l’inutile. Il tempo è pericoloso se non si ha nulla da raccontare.