michele casella

Diario minimo

La cecità di chi ha ragione.

Il mondo sarà dei piccoli. Me ne convinco osservando divertito le esplosioni bambinesche di Samy, la conducente mia, quasi cieca, in questo viaggio inatteso e per questo esistenziale. Un trombettista in metrò per lei diventa un’orchestra Jazz, un coro improvvisato da alcuni turisti nella chiesa di Saint Germain è un sublime canto gregoriano che eleva lo spirito alle sfere insondabili. E di tutto ringrazia, delle occasioni, delle possibilità, della musica rapita per strada, delle piccole cosa che la rendono, inspiegabilmente, alla mia cecità moderna, indissolubilmente felice. E dinnanzi a tanta gratitudine ed infantile stupore non posso che inginocchiarmi, perché la parte migliore del mondo sarà sua, perché la sua originale insipienza renderà il pianeta un posto migliore. Erediterà la terra perché è giusto, ha atteso il momento con la pazienza di chi confida immersa nel buio e le verrà fatta giustizia. Noi abbiamo ceduto alla ragione e questo ci darà torto.

Sabato transalpino

Bella cena con amici, aglio ed olio con dei Barilla, una rarità, bagnati da un discreto bordouax. Ora passeggiata. I nostri amici hanno condiviso i loro viaggi e le loro esperienze. Un moto di sana invidia e rispetto per chi ha voluto far proprio lo status di cittadino del mondo. Qualche rimpianto riaffiora, ma sono felice e questi basta. Ora partita per il terzo posto mondiale in un bar Parigino, birra e un po’ di nostalgia. Notte mondo.