Sentire Comune

Ieri sera con alcuni amici a parlare di vita, fede, impegno, Dio e di tutte le sue interferenze con l’umano. Cose così alte da sembrare irraggiungibili, persino nella stanza mansardata della mia cucina, modello assoluto di contenimento ed intimità. Tra un amaro ed un caffè, le nostre parole, tutti palloni aerostatici colorati, vivaci, ci hanno costretto ad alzare la testa, per non fossilizzarci, per non abbruttirci. Nella condivisione delle idee, un concetto si è definito prepotente nella rarefazione delle mille risposte che si possono scegliere per comodità o paura: sentire comune. Oggi che ci ripenso colgo che si tratta di un prodotto della mente simile, per provenienza, a quello di bene comune, che oggi però ha qualcosa di astratto, inflazionato. Colpa dell’ideologizzazione e della mancanza di una genuina abitudine alla testimonianza rispetto ad un’idea che rischia d’essere solo polvere sulle buone intenzioni. Sentire comune ha il retrogusto dell’ascolto, della relazione. Non ingloba l’umanità mantenendola estranea all’uomo stesso. Sentire comune è composto da un verbo, è un agire, un viaggio con dei passeggeri ed una destinazione. Ed attraversa le vie della città dell’uomo. Bene comune le fissa malinconicamente dall’alto. Sentire comune le vive, queste strade, con la liquidità dei sentimenti che invade ogni cosa. Mi piace! E non si arresta dinnanzi alle male agevolazioni della comprensione e della consuetudine. Sentire comune può significare certo, per i meno dotati di slancio, percezione di tutti, dei più. Sentire comune può arrivare invece a vette più alte, all’idea di sentirsi in comunione. Apre un nuovo orizzonte, scrive nuovi capitoli.
Dedico a questo dono involontario fattomi da tre amici, un quadro di un artista emergente, che seguo da lontano. Me lo dedico perché rappresenta questo distacco che ho voluto porre in antagonismo alla comunione. Un uomo, azzurro come il cielo e le sue profondità, osserva il mondo di tutti, ma non vi è dentro, non se ne sente parte, non ha nulla in comune. È un uomo moderno tremendamente solo.
Moderna, Alessandro Bazan, pittore siciliano.
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