Omaggio alla notte

Caro Diario, mi devo laureare, Due esami, poi ho finito. Mi resta solo la notte per studiare, per espletare questa missione, per far felice mamma e papà, e non pagare più le tasse universitarie. Ma alla notte il mio pensiero migra e smetto quasi subito i panni del diligente scolaro padre di famiglia. Ricordo ancora quel senso di vuoto in riempimento che provavo da ragazzino nello scriver poesie, di notte, a casa mia, in un silenzio incommensurabile. Di notte, oggi com allora, quella sensazione, quella potenza creatrice torna a farmi compagnia. E non studio. Vedo le parole sui libri, le immagini ma le faccio mie solo fisicamente. La mia anima è altrove, migra alla ricerca di ciò che trova. É alle pendici del mondo, in attesa del Re, è nella fantasia solcando le sue onde, è nei rimpianti e nelle speranze, tra le pieghe delle occasion e delle beffe. Tutta la notte, in attesa di crollare dal sonno, tra Chre’tien De Troyes e lo Sponsus. L’odore del caffè è il mio ormeggio, inutile. Ormai solco deciso, anche stanotte, la paranoia del cazzeggio, scrivo poesie e non studio……………..