Masturbazioni spirituali.

Alcune affermazioni sono segnali di vita oltre il confine. Per motivi vari lo sono: chi le fa e come vengono al mondo. La nascita delle parole che segnano è sempre accompagnata da segnali celesti che si aggrumano in spazi domestici, dall’inatteso, da qualche profumo speciale o da voli di farfalle gialle, come accadeva al povero Mauricio Babilonia. Questa volta l’impronta lasciata ha la fragranza del gelsomino a maggio. Un profumo che riempie la casa. Un sapore buono, di primavera matura.
“Mi sto masturbando spiritualmente”.
“Cioè scusa?”.
“Hai presente quando cerchi una finestra per prendere un po’ d’aria, vedere il cielo e volare via…?”.
“Si. È un’immagine chiara….”.
“Ecco, io sto facendo questo in una cantina e mi ostino a voler decollare, ma ogni finestra è interrata.”.
“Ahhh…”.
“La ricerca spirituale è questo aprire la finestra, giusta o meno, per cercare la luce da cui spiccare il volo. Ma ostinarsi a farlo in cantina diventa un piacere, se si può definire così, fine a se stesso, stantio, che da noia.”.
“Chiaro!”.
Queste conversazioni, trasfigurati dalla fatica sulle poltrone Ikea consunte da anni di Tv, sono paragonabili alle giornate di sole tiepido dopo anni di pioggia e fango.
Dedico a questa illuminazione, un volo spirituale, un’opera d’arte stupenda, il colloquio magnifico della creatura con il suo creatore, il librarsi lento e svolazzante dello spirito, l’Estasi di Santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini.

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