michele casella

Diario minimo
1-Casorati

Un anno impegnativo. Corse, intrecci, strategie con il rischio di perdersi. Ho finito un’altra esperienza. La metto nella bisaccia, per il futuro. Amici veri scoperti, vecchie chimere svelate. Giano ho imparato a riconoscerlo. La delusione è l’anticamera della rinascita. Quella grande, importante, definitiva, che si ripete ogni giorno. Voglio continuare a camminare mentre il sole […]

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Nel retrobottega di casa mia, scostando tralicci spinosi, Scìe chimiche come spighe, Ancora sudicio, Faccio maggengo Delle conclusioni Della prima metà del raccolto. Vaglio la materia spuria, La gramigna lanceolata, L’equiseto tessuto di rimpianti, Il cencimolle bastardo E l’ inutile senza nome. Ho messo lo sfalciato Al sole, E faccio un bilancio. Sono rammaricato, Non […]

Quando penso a questa parola, progresso, ho sempre un fremito di sospetto misto rispetto. I falsi miti nati da questo concetto pregnante, che è un must oggi per sentirsi moderni, ha un doppio taglio, svariati rischi che stanno spopolando. I suoi figli sono più popolari e pericolosi del padre. Il danno pendente di questo stato di cose è che si perda l’orientamento, non tra il giusto e lo sbagliato, ma tra il conveniente e l’inutile. Ecco il progresso è tutto in questa sintesi: cosa è veramente utile? In questa serata in cui dovrei essere stato presente in molti incontri importanti, ho deciso di dedicarmi ai miei figli. Da quando abbiamo abolito la tv, le bambine si divertono con altro ed io pure. Questa sera mi sono imbattuto in un pamphlet, residuato bellico dei miei studi universitari, che nella luce soffusa che avvolge il mio divano, questa sera ha assunto connotati nuovi. Si tratta di Artaud e il suo “Il suicidato della società”. Opera che ha fatto da filo conduttore ad un interessante mostra al museo d’Orsay. Particolarmente interessante, nel testo di Arthaud che rivaluta l’opera e l’estetica di Van Gogh, è il concetto di deflagrazione, fenomeno quest’ultimo a cui la società si sottopone non accettando le diversità psichiche, stigmatizzandole. La deflagrazione si innesca con l’incapacità di cogliere l’unicità della pazzia. Interessante teoria di quanto l’anormalità sia collante per la società. Un giorno mi prenderò il lusso di lasciarmi andare, del far esplodere la pazzia e i suoi frutti inibitori della distruzione. Progresso e deflagrazione. La non normalità è progresso, la paura e la normalità distruzione. Teorema interessante. Pronti per il sonno. Van Gogh e il suo ritratto, graficamente il progresso del colore, umanamente la deflagrazione della figura.

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Intervista a Mario Adinolfi, autore del libro “Voglio la Mamma” Mario Adinolfi, giornalista, conduttore radiofonico, blogger e giocatore di poker di fama internazionale,è stato il primo italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour. Autore di due saggi Il Conclave ( Hacca 2005 )e Generazione U ( Hacca 2007 ) e dei romanzi […]