Lo sguardo delle donne

Le mie. Non per una rivendicazione del senso del possesso post alessandrino. Ma ognuno ha le sue. Una ti ha fatto nascere. Altre ti hanno fatto uomo, alcune padre, le più importanti felice. Purtroppo delle donne osserviamo molto, tra il lecito e l’animale, raramente, con purezza, lo sguardo. Per osservare non intendo tanto l’azione, quanto il frutto, l’effetto, quel senso di abbandono che si ha davanti ad una meraviglia mai descritta né dalla scienza né dalla poesia. Nel mio caso spesso si tratta di sbigottimento. Perché le donne della mia vita sono molte ed hanno occhi immensi. M.C. ha negli occhi l’abilità di dare risposte, la forza di chi sa quel che vuole, anche se non del tutto. La discrezione di chi osserva per capire, la solidità di chi capisce presto. B. nei suoi ha un lago di malinconia. L’intensità che non hanno le mezze stagioni, la turbolenza di un temporale improvviso e rabbioso, il calore del sole che irrompe, che cuoce ed asciuga. M. negli occhi porta la forza della natura. Nulla le resiste. Tutto si piega al suo volere e al suo giocare. Riesce a contenere nelle sue palpebre il ciclo delle stagioni e il segreto dell’alchimia. R. ha due pozzi di grigio, immensi come il cielo quando fa scivolare la notte. Così grandi che il sole si perde e con lui tutto il mondo, che si addormenta per nostalgia. Poi c’è D., dalle luci marroni come la terra, feconda, calda ed accogliente. Dai suoi occhi tutto cresce, si riordina e tutto ritorna. Gli sguardi delle mie donne sono ovunque e mi fanno compagnia anche quando sono lontano, quasi perso. Li ritrovo in ogni dove e mi riconducono a casa. Poi c’è lo sguardo di mia madre, che a volte dimentico. Confuso e lucido, offuscato dagli anni e dai sogni in grigio, raccolti in cornici polverose. Sbiaditi dal tempo non dalla rassegnazione condita dal tramonto. Specchi in cui non si riflette il vero, ma la verità. A lei dedico un quadro del più grande ritrattista di sguardi, Gustav Klimt, in mostra a Milano sino a qualche mese fa. Gli occhi sono lo specchio dell’anima. Le mie donne, con i loro, sono l’anima del mondo mio.

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