Rachele

Oggi la piccola di casa compie due anni. È arrivata senza invito. Ha preso il suo posto nel momento in cui ero così fragile, da renderla insostituibile. Non passa giorno che per qualche minuto non soffra di vergogna per la paura che invase il mio cuore quando mia moglie mi disse, con gli occhi lucidi, che la vita era germinata ancora in lei, in noi. Eravamo già in tanti, ma alla fine non in troppi. L’amore ha sovrabbondato. La Vita ha fatto il suo viaggio carica di doni e Rachele ne è stata il capitano. Oggi è qui, a presidiare il mio mondo, con la sua scopetta e le ali da fatina, con il pollicione da succhiare che consola generoso tutti, non solo lei. Quando ho bisogno di purezza lei mi accoglie con i suoi immensi occhioni, in cui posso lavarmi da tutto ciò che mi rende meno buono. Mi consola abbracciandomi, e quando si accovaccia su di me come uno scoiattolo, mi sento un eroe che culla la sua principessa. Ringrazio Dio, la Provvidenza o il Destino di avermi affidato a te bambina mia, con la tua manina mi sostieni e con il tuo passo traballante mi conduci lontano, sino a dove potrò accompagnati. Mi dedico un’opera d’arte. Rachele.

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