Matrimoniale al tramonto

Dal mio terrazzino, vista la giornata piovigginosa, ho iniziato ad osservare gli atteggiamenti curiosi della fauna piccolo-borghese in vacanza. Un po’ di ostentazione, ordine da massaia ben porzionato e tanta bella roba. Già da ieri la mia attenzione però é stata catturata da una coppia di anziani che vivono dirimpetto la nostra villetta a schiera full optional per le ferie. Finché raccoglievo gli asciugamani i due procedevano alla passata del pomodoro da salsa. Lui con la lentezza con cui si sono spostati i continenti, girava la manopola di un passaverdure anteguerra ( primo conflitto mondiale si intende )…e lei, amorevolmente lo insultava con la costanza che solo le mogli hanno. Oggi, finché gustavo il mio mezzosigaro del dopo pranzo, li osservavo ancora sparecchiare, sotto una verandina compunta, dopo un frugale pranzo a base si pasta con la salsa di pomodoro, e bisticciare di tutto e niente, per sentirsi presenti, vivi per l’altro sino alla fine. Con loro mi sono inoltrato nel segreto dell’amore durevole, magari non da romanzo, non da film, ma robusto come i prodotti di fattura grezza, fatti per resistere ed invecchiare solidamente. Sono affascinato da questa prova eterna di resistenza. Tutto sarà cambiato per loro. La passione sarà maturata in un sentirsi posseduti da un unico destino. I sogni mancati si sono travestiti certamente da ricordi imbrattati di fantasia. Rimane la presenza lenta, costante, imprecisata nelle intenzioni, di chi é rimasto li` una vita, vicino. In serata erano seduti fuori, silenziosi, vestiti di novembre, con gli occhi fissi di colpa e di pantano. Appena li ho incrociati, ho rivisto i coniugi Manet, i genitori del famoso Édouard, con i loro sguardi assorti in un punto indefinito del passato, della loro vita. Non ho mai voluto così bene a due sconosciuti.