L’insostenibile leggerezza di Silvio

In questi giorni stiamo assistendo ad una rappresentazione teatrale della cronaca italiana conforme alla tragedia greca. Il nostro eroe, tradito dalla sua schiera di ottimati, si avvia lentamente all’estremo sacrificio. Nella solitudine e nella tragicità della condizione umana. Che bello se fosse del tutto vera questa descrizione della scena. Non è così. In realtà il nostro eroe sa farcire abilmente la tragedia con la macchietta da commedia erotica degli anni 70. Ricordate Banfi, la Fenech, Alvaro Vitali. Il nostro Silvio è capace di compendiare tutte le sfumature dell’umanità nella sua persona. La tragicità personale della sua condizione, e purtroppo anche della nostra, si amalgama amabilmente con “forza gnocca” e con sbalorditive affermazioni di negazione della realtà “istituzionale”, le solite dissertazioni da “bar sport” per capirci, soprattutto in merito alla frequentazione dei ristoranti da parte degli italiani. Povero Silvio vittima della sua stessa leggerezza …. speriamo che non finisca soffocato da una grassa risata o da uno scorreggia. Siamo alle comiche finali disse un “suo” vecchio amico. E se deve cadere, speriamo non si faccia male.